Tutto passa, tutto cambia, Monica Casiraghi è un’atleta italiana che è stata specialista della 24 ore e della 100km infatti detiene il record italiano sia della 24 ore di corsa a piedi di 231km, sia della 100km 07h28’12”; è stata Campionessa mondiale 100 km anno 2003 (Taiwan), Vice Campionessa Mondiale 24h anno 2010 (Brive Francia) Record Italiano.

Ma non si può essere sempre a livelli alti, passa il tempo, cambia il metabolismo, cambiano le priorità, cambia la motivazione, si passa dallo sport quasi professionistico allo sport amatoriale, ma comunque Monica si mostra ancora di essere performante e di continuare a correre e gareggiare con entusiasmo e divertimento, godendosi per gara, gara e post gara.

Di seguito Monica racconta le sue impressioni a seguito della 100km estrema dell’Etna, rispondendo ad alcune mie domande.

Come hai deciso di fare questa gara? “Ho deciso di correre questa 100km perché l’idea di percorrere tutto il perimetro dell’Etna da Bronte a Bronte mi affascinava; sono innamorata di questi paesaggi!”

Bello fare vacanza correndo e vincere, una vacanza attiva e veloce su e giù per l’Etna.

Che sapore ti lascia? “Questa gara mi lascia il sapore dolce di questa terra, il calore e i colori della Sicilia.”

Vero, la Sicilia è una terra del sole, di buone pietanze e sapori intensi e speciali, grazie ai frutti della terra, in una posizione baciata tantissimo dal sole che rende le persone più solari, accoglienti e disponibili dove si può sempre approfittare con la scusa di gareggiare di fare gradite vacanze.

Prossimi obiettivi e sogni da realizzare? “I prossimi obbiettivi non so, decido sempre al momento, in base alla mia condizione fisica e dal entusiasmo!”

Monica è stata un’atleta di punta della nazionale italiana ultrarunner, soprattutto sulla distanza della100km e della 24 ore, si può dire che come Giorgio Calcaterra è ancora il Re della 100km e Ivan Cudin è stato il Re della 24 ore, Monica è stata Regina della 100km e della 24 ore, e quindi aveva una pianificazione più mirata e oculata, aveva impegni di natura internazionale da rispettare, c’era più pressione da parte di tecnici, osservatori, sponsor, avversari, mass media; ora è prima di tutto testimonial, possiamo dire che può vivere di rendita dal punto di vista della rispettabilità e importanza dal punto di vista atletico, ma ancora è capace di dire la sua in gare che richiedono esperienza, resilienza, alta consapevolezza delle proprie capacità e limiti.

Hai avuto particolari problemi o criticità? “In corsa non ho avuto grossi problemi, prima della gara stranamente avevo paura! Non mi spaventavano i km perché ho una grande capacità di resistenza, nemmeno la fatica perché la conosco, ma il fatto che ho una borsite a un tallone, la mia paura era di non arrivare.”

Certo fa strano sentire da Monica che aveva paura di arrivare, ma in effetti se ci sono problemi bisogna fare tanta attenzione e aumentano i rischi in agguato dietro l’angolo.

Hai fatto incontri particolari? “Sul percorso di notte mentre salivo al Rifugio Sapienza ho incontrato due occhioni che mi guardavano! Una volpe bellissima!”

Bello, questo è lo spirito dello sport outdoor, dello spirito trail, sorprendersi sempre della natura, della fauna, di se stessi.

E’ andato tutto come previsto? “Non avevo fatto previsioni, volevo solo arrivare….è così è stato.”

Come trasformi questa esperienza in insegnamenti per te e per gli altri? “Prima di questa gara pensavo di non riuscire più a correre 100km su strada. Ora penso che bisogna SEMPRE provare, si deve avere coraggio e questo è già un successo! A me stessa posso dire che se non ci provavo non avrei vissuto tutto questo, forti Emozioni che solo la corsa mi regala.”

Monica aveva bisogno di rispolverare la sua autoefficacia, e questo è accaduto con lo risperimentare la performance e il successo, a volte si dimentica di tutto quello di buono che siamo riusciti a fare, a volte il compito dello psicologo è un lavoro sulle risorse,, sulla resilienza, sulle capacità dell’individuo compresa l’autoefficacia, sulla rete familiare e sociale.

Cosa racconterai a te stesso? Le sensazioni e le emozioni che più ti restano addosso? Cosa hai respirato? Sentito? Percepito? “Ora ho la certezza di potere ancora correre questa distanza, questo mi rende sicura e forte…sono tornata con un ricco bagaglio, di nuove amicizie, di immagini, di odori e sapori, colori e calore ed è stato fantastico riassaporare la fatica, quella vera! Per un po’ me l’ero scordata!”

Bellissime parole, bellissima testimonianza, le immagini, sapori, colori sono esperienze multisensoriali piacevoli da tenere bene a mente e sulla propria pelle, sempre a disposizione, come se le tenessimo in un serbatoio e a disposizione per tirarle fuori nei momenti di bisogno. Sono sicuro che vedremo ancora Monica nei prossimi campionati italiani e forse ancora sul podio.

 

© Matteo SIMONE  http://www.psicologiadellosport.net